TFR in azienda o nel fondo pensione?
Ogni lavoratore dipendente, prima o poi, si trova davanti a questa domanda: tenere il TFR in azienda o destinarlo a un fondo pensione? La scelta non è banale, e dipende da variabili personali che vale la pena capire prima di decidere.
Cosa dice la legge
Dal 2007, i nuovi assunti hanno sei mesi di tempo per scegliere. Se non si sceglie, il TFR finisce automaticamente in un fondo pensione collettivo (il fondo di categoria, se esiste). Chi lavora in un’azienda con meno di 50 dipendenti può tenere il TFR in azienda anche dopo la scadenza.
Il vantaggio fiscale del fondo pensione
Versare il TFR in un fondo pensione porta due benefici concreti:
- I contributi volontari aggiuntivi sono deducibili fino a 5.164,57 euro l’anno. Significa pagare meno IRPEF oggi.
- La tassazione finale è agevolata: al momento dell’erogazione si applica un’aliquota tra il 9% e il 15%, a seconda degli anni di adesione, molto inferiore all’aliquota IRPEF ordinaria che si applicherebbe sul TFR in azienda.
Quando il TFR in azienda può avere senso
In alcuni casi specifici (redditi molto bassi, esigenze di liquidità nel breve periodo, aziende con rendimenti del TFR storicamente alti) può valere la pena un ragionamento più approfondito. Non esiste una risposta universale.
Il punto chiave
La scelta sul TFR è una di quelle decisioni che si fanno una volta e poi si tende a dimenticare. Vale la pena prendersi il tempo per ragionarci, con i numeri in mano e tenendo conto della propria situazione fiscale complessiva.